Eccoci per il nostro appuntamento mensile.
Le immagini che vedete sono state create dall'illustratore Jacopo Pasqualotto.
Jacopo realizza questi disegni appositamente per noi, sono lavori unici e originali che noi riteniamo anche molto belli.
Lo ringraziamo in modo particolare perché sappiamo che spesso se vedete troppe righe scritte senza neanche un'immagine non vi fermate neppure... Dite la verità, sono i disegni che catturano la vostra attenzione! Solo in un secondo momento vi rendete conto di quanto i nostri discorsi siano simpatici e interessanti :-)
Pensate a due oggetti molto comuni: un foglio e una matita...che meraviglia, quale magia, ogni volta che scopriamo come un piccolo e semplice segno posato con maestria su un foglio di carta bianco possa arrivare dritto al cuore e trasmettere un’emozione!
Buona lettura!
Elena, Emanuele, Giulia
LA TEMATICA DI OGGI:
'LAVORO: ANTROPOLOGICAMENTE SANO?'
Sono stata licenziata, ultimo giorno: 31 maggio 2017. Sono quasi nove mesi che non lavoro, a parte una parentesi di poche settimane sotto natale.
Il tempo è passato in fretta. Essere disoccupati è in realtà un lavoro molto impegnativo – dando qui per scontato che si abbia bisogno di uno stipendio per vivere – anche se non devi mettere la sveglia tutte le mattine alla stessa ora. Credi di non dover andare nello stesso posto tutti i giorni, alla stessa scrivania, seduta davanti allo stesso computer. Invece poi finisci per fare proprio così. A scrivere curriculum e lettere di presentazione che verranno scartate senza nemmeno essere lette. A iscriverti a millecinquecento pagine che offrono lavoro, e riscrivere per tutte le millecinquecento i tuoi dati personali e lavorativi, senza che a nessuno venga in mente di chiederti a cosa pensi la sera prima di addormentarti. A leggere annunci, valutare, rispondere con coerenza e intelligenza. Ad aggiornare il cv in tutte le millecinquecento pagine.
Non ho dimenticato la mancanza d’aria e l’ansia che mi prendeva in ufficio. Sono passati tanti mesi, ma sembra ieri: la sensazione di essere un personaggio adesivo appiccicato nel paesaggio sbagliato. Cosa ci faccio qui? Dove sono i miei simili? Perché mi hanno abbandonato?
Ci chiediamo se il lavoro sia antropologicamente sano.
Discorsi semiseri di tre anime erranti...entusiaste, curiose, idealiste, oneste, ironiche.
È così che ci vediamo l'uno attraverso l'altra.
Questa che vi presentiamo è la prima rubrica di ‘ingiustiziequotidiane’.
La trirubrica è un esperimento. Nasce dall’idea che un’opinione può essere interessante, due opinioni sono un dialogo, tre opinioni sono un confronto; per questo abbiamo deciso di presentare uno stesso argomento da più punti di vista.
Siamo in tre, abbiamo voglia di esprimerci, di comunicare, e nessun interesse a convincere chicchessia.
Mettiamo in gioco le nostre idee, non le vendiamo, non le imponiamo; le condividiamo per confrontarci, tra di noi e con chi vorrà.
Ognuno di noi parte da una propria visuale del mondo; le nostre esperienze, la famiglia, il carattere, tutto ci porta ad avere un punto di vista unico, il che è una ricchezza: ma la ricchezza più grande è condividere i punti di vista per allargare la conoscenza.
Sceglieremo dei temi che ci sono cari, o che riteniamo interessanti; da lì partiremo dicendo la nostra, sapendo che siamo in continua crescita e ricerca, rimanendo aperti al dialogo, cercando di rifuggire gli stereotipi, imparando da chi vede le cose in modo diverso da noi.
Questo è, soprattutto, per noi importante, ed è per questo che questa rubrica è nata. Sapere che c’è sempre un altro punto di vista, un altro modo in cui puoi vedere le cose, ti aiuta a rispettare gli altri, a non giudicarli senza conoscerli.
Non è facile, ma si può fare. Quindi, se dopo averci letti avete voglia di dire la vostra, noi vi leggeremo con gratitudine.
Buona lettura!
Elena, Emanuele, Giulia






