Aspromonte. Lì sopra dove sono finito ho incontrato un pastore con un’accetta sulla spalla: pensavo all’inizio che potesse farmi del male, in quel paesaggio antico in mezzo al niente, in mezzo al tutto.
Credevo fosse pericoloso, invece senza parlare, guardandomi soltanto, mi ha fatto sentire sicuro nella sua casa, la terra dove era nato; e le sue capre per un istante sono state anche le mie, la sua strada era diventata la mia. Non avevo più paura.
Un pastore era diventato il mio angelo in carne ed ossa sulla terra, e nonostante le nostre differenze per qualche minuto siamo diventati uguali: allo stesso modo e reciprocamente curiosi della nostra diversità.
Non dimenticherò mai quel pastore, sarà con me in ogni mio viaggio. Sono sicuro che adesso non avrò più paura, perché lui è con me e mi guarda e segue ogni mio passo e mi proteggerà ovunque andrò.
Le mie parole sono troppo complicate per lui, mentre il suo sguardo illumina la mia piccola anima.
A presto amico mio.
Il cantautore