Ho proferito parola tardi, anzi credo non avrei voluto dire niente, ma se dovevo parlare dovevo dire qualche cosa di convincente. Quindi dissi al primo che incontrai quel giorno la frase tutta per intero:” Attene via di qua”. Ho continuato la mia esistenza scalpitando, cercando un appiglio per non sentire le liti furibonde dei miei genitori e la scelta è ricaduta su di una chitarra classica (Sakura). Ho provato a non sentire, ho cercato di uccidermi: usando l’alcol e la droga come se fossero i miei genitori ancora uniti. Ho perseguitato il mio primo affetto, perché non volevo che dopo mio padre altri potessero abbandonarmi. Ho continuato a suonare una chitarra, riempiendo di parole le note che scorrevano sotto, attaccate alle mie dita, come se la chitarra fosse la mia vita: adesso le parole insieme alle note, sono i miei genitori ancora uniti. Le mie canzoni suonano lungo una strada.
Il Cantautore